Un colloquio significativo. È la prima volta che un presidente della Camera italiano viene ricevuto da un presidente americano
Quello che voleva sentirsi dire Gianfranco Fini nella sua due giorni a Washington e nell’incontro con Barack Obama, visto per prima dell’apertura dei lavori della convention dell’Aipac, lo ha subito sentito: che «l’Italia viene percepita anche a Washington come un interlocutore importante», che Obama si sente legato in modo speciale a Giorgio Napolitano, «a great man», il grande uomo che tanto ha contribuito ad aprire una stagione politica nuova nella politica italiana. Parole importanti, dopo la traversata nel deserto che ha il suo fotogramma d’inizio nel dito alzato contro Silvio Berlusconi nel famoso «Che fai mi cacci?» e gli scatti successivi in tutto il lavorio diplomatico (che certo non ha escluso l’inquilino di Montecitorio) il cui approdo é stato la nascita del governo Monti ed il “rinascimento” italiano nella considerazione dell’Europa e del mondo.
Fini oggi é a Washington in visita istituzionale, «ma e’ la prima volta in assoluto che un Presidente della Camera viene ricevuto dal Presidente degli Stati Uniti», sottolineano dal cerimoniale di Montecitorio. E fonti diplomatiche rilevano che l’incontro con Obama e’ stato considerato «un gesto di grande attenzione verso il presidente Fini e verso il nostro Paese».
Fini ha fatto un intervento molto apprezzato alla cena ristretta dell’Aipac, lobby pro-Israele e potente gruppo di pressione che proprio nei giorni caldi del “Superthursday” che infiamma la campagna elettorale per le presidenziali ha riunito in convention 13 mila delegati ed oratori di eccezione come Obama, Peres, Netanyahu. Proprio con il premier israeliano é previsto un bilaterale, dopo l’incontro il presidente dello Stato di Israele Shimon Peres. Tra gli altri appuntamenti prima del rientro a Roma quello con il Presidente di Capitol Hill John Boehner e con il direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale Arrigo Sadun, quello con l’amica personale ed ex Speaker Nancy Pelosi e con il segretario di Stato per la sicurezza nazionale Janet Napolitano.
Ma e’ il “saluto amichevole” di Barack Obama il punto di forza di questa visita, accuratamente seguita da Alessandro Ruben, esponente di Fli e presidente onorario della Antidefamation League, accanto a Fini fin dalla storica visita in Israele. Con Obama Fini ha parlato anche del tema caldo dell’Iran. Il presidente degli Stati Uniti ‘ha ribadito che é un dovere difendere Israele – ha spiegato Fini dopo il colloquio – ma nessuna ipotesi é esclusa, si percorrono tutte le vie per evitare il conflitto». Spazio alla diplomazia ma senza escludere nulla, dice dunque il presidente americano che su questo punto dirimente si confronterà con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

